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E' con grande piacere che ho accettato di partecipare alla realizzazione di questo sito web per la Carlo Paolillo & C. partner con la De Beers di un importante progetto per il Millennium.

I diamanti sono il soggetto sul quale la mia azienda, la De Beers, è la maggiore esperta mondiale dal 1888. Infatti la mia relazione riguarderà il concetto di tempo e diamante. Dopotutto i due sono estremamente legati, non a caso tutti conoscono lo slogan "un diamante è per sempre". Questo è stato il tema della comunicazione De Beers dal 1947 e raccoglie in sè sia l'eterna natura dei diamanti (la più dura sostanza nota all'uomo) sia ciò che essi rappresentano di conseguenza, cioè le relazioni durevoli tra le persone in tutto il mondo. Proviamo quindi ad attraversare 3 miliardi di anni di storia del diamante.

Cosa sono i diamanti? Sono, semplicemente, puro carbonio cristallizzato ad una profondità di oltre 250 chilometri all'interno della crosta terrestre sotto un'inimmaginabile pressione e calore, e portato in superficie dall'azione vulcanica. Sono sicuro che tutti conoscete la torre Eiffel a Parigi e probabilmente siete saliti col suo ascensore. Per darvi un'idea del concetto di pressione necessario per cristallizzare il carbonio in diamante, provate ad immaginare di ribaltare la torre e di piazzare la sua punta sul palmo della vostra mano! I geologi ritengono che i diamanti più giovani si siano formati 800 milioni di anni fa, mentre i più vecchi si pensa abbiano oltre 3,3 miliardi di anni. Questa estrema antichità potrebbe aiutarvi a confrontare il costo dei vostri gioielli con diamanti con quello dei mobili antichi in una nuova prospettiva.

Sebbene i più antichi documenti scritti riguardanti i diamanti risalgano all'800 a.C. (2800 anni fa) si tramanda che l'uomo scoprì per la prima volta i diamanti nel distretto di Golconda in India intorno al 2000 a.C., 4 millenni fa. Furono però gli antichi Greci che dettero alla gemma il nome "diamante". Lo chiamarono "adàmas", che significa l'inconquistabile. Inconquistabile perchè era talmente duro che nessuno sapeva come tagliarlo. E così rimase per circa 2000 anni finchè qualcuno scoprì che si poteva usare un altro diamante per tagliare un diamante, un lavoro molto lento e impegnativo. Un lavoro che usualmente si ripete per ogni singola faccetta del diamante. Perfino con le moderne tecnologie ci vogliono molto ore di lavoro altamente artigianale e molte capacità per tagliare e lucidare le 58 faccette di un diamante taglio brillante da un carato.

L'India rimase l'unica fonte di diamanti per 3700 anni fino a che i Portoghesi scoprirono le fonti alluvionali in Brasile nel 1723. Grazie all'associazione East India Company e al commercio con l'India, Londra, in quel tempo, era diventata il centro mondiale del commercio di diamanti grezzi, ereditando questa posizione dall'impero mercantile veneziano. Quindi i portoghesi trasportarono i loro diamanti brasiliani direttamente a Londra. Ma i mercanti londinesi sapevano molto bene che i diamanti potevano arrivare solo dall'India, così rifiutarono i diamanti brasiliani come falsi. I mercanti portoghesi ebbero così la brillante, anche se molto rischiosa, idea, di spedire i loro diamanti in India per essere mischiati alla produzione di Golconda prima di essere mandati a Londra. I londinesi cominciarono così ad accettarli come veri diamanti. Potete rendervi conto di quale rischio rappresentasse in quei tempi spedire queste merci intorno al mondo (incluso il capo di Buona Speranza) fino in India e da lì a Londra. Anche se le nuove scoperte in Brasile destabilizzarono tempraneamente il mercato nel 1725 incrementando l'offerta rispetto alla sola India, l'offerta totale era ancora così limitata che i diamanti rimasero esclusiva priorità dei reali all'ovest e dell'impero Mogol e dei Maharajah nel subcontinente indiano e nell'Asia centrale. Ma è stato solo con la scoperta dei diamanti in Sud Africa nel 1866 e lo sviluppo di De Beers e delle miniere di Kimberley che i diamanti improvvisamente diventarono accessibili alla nobiltà e all'aristocrazia delle più importanti economie mondiali. Al giorno d'oggi diamanti vengono estratti in Sud Africa, Russia, Australia, Brasile, Cina e il Canada ha iniziato la sua produzione mineraria alla fine del 1998.

La produzione di diamanti grezzi è cresciuta di 50 volte nell'ultimo secolo. Nonostante sembri una cifra enorme devo dirvi, per rendere l'idea della rarità di questo affascinante e prezioso dono della natura, che tutti i diamanti tagliati di qualità gemma prodotti nel mondo negli ultimi 4000 anni non riuscirebbero a riempire una stanza di 4,5 metri cubici. Può darsi voi non sappiate che, nel trasformare un diamante grezzo in uno scintillante brillante (gli antichi greci pensavano fossero frammenti di stelle) come quello che molti di voi indossano oggi, la perdita media di peso è di circa due terzirispetto all'originale peso del grezzo.

E' interessante sapere poi che alcune misure dei diamanti sono più rare di altre. Per esempio di tutti i diamanti tagliati nel mondo dagli artigiani: solo uno ogni 60 è oltre un quinto di carato; solo uno ogni 500 è oltre mezzo carato; solo uno ogni duemila è oltre un carato e solo uno ogni 7 milioni è un diamante di un carato D color puro e cioè di qualità e colore massimi. Questa ulteriore rarità, all'interno di una categoria di beni già rari, spiega perchè il diamante De Beers Centenary (scoperto nel 1988, anno del centenario, di 273.85 carati D/FI) fu assicurato per 100 milioni di dollari! Siate quindi orgogliosi dei diamanti che possedete. Essi condividono la stessa eredità. Mostrateli come un tesoro. Indossateli . E' un peccato non farli splendere alla luce del soleo di una candela per farti sentire bene e per affascinare chi vi osserva mentre li indossate.

Visto che stiamo parlando di diamanti eccezionali ho pensato che avreste voluto vedere il De Beers Millennium Star Diamond-203 carati, D color puro taglio a goccia, diamante che sara' una delle maggiori attrazioni del London Millennium Dome per tutto il 2000. Harry Oppenheimer, che e' nel business da 70 anni e che ha visto meravigliosi diamanti piu' di chiunque altro, dice che il de Beers Millennium Star Diamond, e' probabilmente il piu' bel diamante che lui abbia mai visto. Qui, potete vedere le sue dimensioni nelle mani di Sophie Marceau.

Quando nacque il simbolismo romantico legato ai diamanti? E' difficile a dirsi. Poichè essi sono stati "adamas" gli "inconquistabili" per migliaia di anni, venivano indossati nella loro forma grezza o a singola faccetta intorno al collo, sulle dita o sulle else delle spade dei re guerrieri e degli imperatori come talismano che desse a chi li indossava l'inconquistabilità.

Nel 1477 l'Arciduca Massimiliano del Sacro Romano Impero fece il gesto simbolico di presentarsi alla sua futura sposa Maria di Borgogna, con un anello con diamanti per celebrare il loro fidanzamento. Egli volle mostrare a lei e al mondo che la loro unione sarebbe stata altrettanto duratura quanto il diamante sul suo anello.

Attualmente tre quarti delle spose ricevono lo stesso simbolo di amore eterno dai loro fidanzati per il matrimonio. Certamente, quando la maggior parte delle persone pensa ai diamanti tende a pensare al Sud Africa. A tal punto che fino a poco tempo fa in Cina i diamanti naturali venivano distinti dalle imitazioni sintetiche col nome di "diamanti sudafricani". Questa convinzione risale alla grande corsa ai diamanti che si scatenò a Kimberley nel 1860, un evento che, più di ogni altro, trasformò il Sud Africa da un economia rurale nel gigante industriale africano. E' comunque sorprendente che il Sud Africa non è più il maggiore produttore di diamanti tipo gemma, anche se è ancora nei primi tre, ma è stato superato dal vicino Botswana e dalla Russia.

Vi chiederete come fa una azienda sudafricana fondata presso le miniere di Kimberley più di 100 anni fa a dominare tutt'oggi il mondo dei diamanti. Come risposta bisogna andare indietro nel tempo nei primi anni trenta quando Sir Ernest Oppenheimer, allora presidente della De Beers, fondò la Central Selling Organisation (CSO) per portare stabilità all'industria mondiale del diamante che stava soffrendo gli effetti della Grande Depressione. La CSO è la cooperazione tra i produttori mondiali, essa ha mantenuto, negli ultimi 60 anni, stabile e prospera l'industria dei diamanti controllando l'offerta. Sir Ernest si era reso conto che le fluttuazioni di prezzo, che erano accettate come normali nel caso della maggior parte delle materie prime, avrebbe minato la fiducia nei confronti di un bene di lusso come i diamanti.

La politica De Beers è quindi di supportare la stabilità dei prezzi adattando le forniture, per i centri di taglio, alla domanda. Il perdurante successo di questa politica si basa su due presupposti: primo le forti risorse finanziarie dell'azienda, che consentono alla Central Selling Organisation di gestire temporanei esuberi di offerta fino a quando la domanda non aumenta; secondo l'abilità, maturata attraverso un'esperienza e un'intima conoscenza del mercato, nel mantenere una struttura di prezzo per le 14000 categorie nelle quali i diamanti sono classificati e valutati. Questo sistema di marketing beneficia chiunque è nel mondo dei diamanti: le nazioni produttrici, gli importatori e i tagliatori, i gioiellieri e, soprattutto, le persone che comprano e indossano diamanti, la cui volontà di investire una ingente somma di denaro in un prodotto di lusso sarebbe fortemente influenzata dalla volatilità dei prezzi. Uno degli scopi di questo sistema, ed era certamente il principale nella mente di Sir Ernest quando creòla CSO nel 1934, era il fatto che il controllo dei prezzi in un mercato stabile avrebbe protetto l'investimento nelle miniere di diamanti in Sud Africa. E questa rimane una delle maggiori preoccupazioni ancor oggi. De Beers con le miniere di sua proprietà e con quelle delle sue partnership in Botswana ed in Namibia producono più del 50% dei diamanti grezzi nel mondo.

In Botswana la produzione di diamanti è la più importante attività economica in termini di guadagno sui cambi, e di contributo al prodotto interno lordo. E' la ragione per cui oggi il Botswana è una delle economie di maggiore successo, non solo in Africa, ma nel mondo.

Ho già detto che il Sud Africa non è più il maggiore produttore di diamanti, sebbene rimanga la maggiore fonte mondiale di diamanti di taglia maggiore come il Centenary oil Cullinan da 533 carati, che appartiene ai gioielli della Corona Britannica. Quindi, anche se Big Hole a Kimberley dove la corsa ai diamanti è cominciata, non è niente più che una attrazione turistica, Kimberley stessa rimane il quartier generale De Beers.

Dai profondi mari al largo della costa namibiana, alle spiaggie del Sud Africa e della Namibia (dove abbiamo fatto arretrare il mare), fino alle giganti miniere a cielo aperto del Botswana e a quelle sotterranee a Finsch nella regione di Northern Cape, De Beers ha inventato e sviluppato la tecnologia per estrarre diamanti in ogni clima e in ogni condizione.

 

David Keites

Novembre 1999

 
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